| ||
|
esperienze & testimonianze | ||
|
chi siamo
|
Testimonianza di Silvio Sono Silvio giocatore compulsivo di Taranto scrivo per raccontare la mia storia affinchè altri giocatori possano trovare forza nelle mie parole e sostegno per andare avanti un giorno alla volta. Il 29 Marzo scorso ho compiuto un anno di sobrietà dal gioco d’azzardo e oggi festeggiamo il mio primo anno di astinenza dal gioco nell’ associazione G.A di Taranto. Da ragazzo ho ricevuto un educazione sana e rigida dai miei genitori che hanno cresciuto 4 figli in maniera esemplare; giocavo a pallone ai salesiani don bosco; frequentavo la chiesa ed avevo un adolescenza tranquilla. Il mio rapporto con il denaro non era distorto: mio padre operaio lavorava anche di notte per portare il necessario per vivere decorosamente. Poi ho vinto il concorso nella pubblica amministrazione ed ho iniziato a guadagnare i miei primi soldi : lo stereo grande per la mia cameretta, la prima macchina usata erano i miei sogni piu’ grandi realizzati. Poi ho iniziato a frequentare una scuola serale e l’estate dell’ 84 mi sono fidanzato con una ragazza di Roma (mia moglie) quindi io andavo a lavoro fino alle 16, alle 17 andavo a scuola ed il venerdi sera partivo per Roma dalla mia ragazza per fare ritorno lunedi mattina direttamente al lavoro. Era una vita frenetica, intensa, ma piena ricca di soddisfazioni, ero felice. Avevo messo da parte faticosamente alcuni soldi per il matrimonio che felicemente annunciammo in famiglia. Mancava un anno al fatidico si ed io iniziai a frequentare con un amico una palestra. Un pomeriggio fui incuriosito da una sala giochi di fronte alla palestra. Entrai ed in fondo vidi che vi era una stanzetta buia, nascosta con dei videopoker. Da quel giorno anziche’ andare in palestra andavo in quella brutta sala. In poco tempo diventai un giocatore compulsivo dilapidando tutti i miei risparmi. per il matrimonio. A volte tornavo a casa piangendo ed i miei genitori mi gridavano come fossi un ragazzino e mi chiedevano il perche’ io stessi dilapidando tutti i soldi in quel modo ma.. niente io non riuscivo a darmi una spiegazione. Il gioco era piu forte di me e io continuavo a giocare e.. a mentire alla mia ragazza. Arrivammo a scegliere i mobili per la casa, fioraio, chiesa ... tutto ma io non avevo piu’ ne’ soldi ne’ il coraggio di dirglielo. Arrivo’ il giorno che bisognava pagare la cucina ed io dissi che non avevo piu’ il denaro per pagare le spese del matrimonio perche si era consumato per i viaggi a roma, mentendo spudoratamente sul gioco. La mia ragazza non credette alle mie parole. Avemmo una violentissima litigata a un mese prima del matrimonio e lei mi lascio’.Io andai a piangere ed implorare i miei genitori di aiutarmi. per riuscire a sposarmi semmai avessimo fatto pace. Mio padre si impegno’ di pagarmi tutte le spese per le nozze. . Andai da lei che mi amava , comunicai la bella notizia, e lei mi perdono ci abbaracciamo forte forte e facemmo pace. Ma io non le parlai mai del gioco....( sospiro ) Ci sposammo l’8 luglio del 1989 e quello fu il giorno piu bello della mia vita. Dopo tre mesi di matrimonio mia moglie usci incinta e dopo un anno esatto dal mio matrimonio nacque mia figlia Isabella ora diciottenne che rappresenta per me il regalo piu’ bello che la vita mi abbia dato. . I primi anni di matrimonio furono pieni di speranza e di gioia per il nostro futuro ed il demone del gioco sembrava un lontano ricordo. Mai piu’ mi avvicinai a una macchinetta, ma pensavo di poter essere un giocatore sociale: giocavo la schedina regolarmente, giocavo le partite a carte nel periodo di natale, come se potesse convivere il gioco moderato in un corpo di un giocatore compulsivo.Le avvisaglie che ero dipendente dal gioco le ho avute quando portammo uno zio di Varese a visitare l’Ippodromo di Taranto:Che dire. quel giorno , dopo i primi 4 anni di matrimonio tranquilli, ho perso il controllo di me e mia moglie si arrabbio tantissimo all’ippodromo. Ha visto atteggiamenti compulsivi che non gli sono piaciuti. perche’ in meno di 15 minuti mi sono giocato una giornata di lavoro all’ippodromo e quella sera non avevamo più soldi neanche per un gelato per la famiglia. E pensare che quella doveva essere una serata divertente e fatta di aria pura e non di gioco e fini malissimo. Dopo 6 anni di matrimonio uscirono le scommesse sul calcio. Dissi fra me e me : questi sono pazzi a farti scegliere quello su cui giocare, quello che piu’ ti piace. Ricordo la prima volta in assoluto giocai per un mio collega di lavoro di provincia dove non c’erano agenzie e lui vinse. Dissi :se ha vinto lui posso vincere anche io e cosi’ ricominciai a giocare, di nascosto, piccole somme sottratte dallo stipendio sino a che non feci il mio primo prestito per il gioco, poi il secondo per coprire il primo, poi il terzo e cosi’ via. La mia vita era diventata una vita da giocatore compulsivo interamente dedicata al gioco, Gli anni passavano,, mia figlia stava facendo grande e ( 11- 12 anni.) e io non mi accorgevo di nulla. .La mattina alle 7 comperavo il giornale. I colleghi di lavoro che frequentavo erano solo giocatori; arrivato in ufficio iniziava lo studio delle partite. Uscito dal lavoro , invece di tornare subito a casa, andavo in un internet point a leggere tramite forum i pronostici delle partite che avrei giocato. Dopo andavo in agenzia a giocare e arrivavo a casa con 3 ore di ritardo. Trovavo sempre scuse: un giorno un amico, un altro il pargheggi, un’altra volta lo straordinario e mentivo sempre alla famiglia. A casa ero assente e non mi accorgevo di niente e di nessuno, ne’ di mia moglie , ne’ di mia figlia, ne’ dei problemi familiari ne delle difficoltà quotidiane.. .La mia stanza preferita era il salotto dove mi isolavo appena entrato in casa. Li’ , con la tv ed il pc controllavo i risultati delle mie giocate fino a notte fonda, perdendo ore di sonno e lasciando il letto coniugale spesso vuoto. Tutto ricominciava il giorno dopo. Passavano gli anni e la mia vita da giocatore continuava. Mia figlia aveva oramai circa 15 anni di eta’ e io la trascuravo. Mai mi avvicinavo a lei, mai le davo un’occhiata ai compiti, mai le davo una carezza, mai mangiavo la sera in famiglia, pensavo solo al gioco.. In un secondo momento mi sono fatto una carta di credito del Bancoposta allora ho fatto boom!! Mentre prima utilizzavo per le mie puntate il denaro contante che sottraevo alla famiglia giornalmente , dopo avevo imparato a giocare con la carta bancomat direttamente in agenzia senza utilizzare più contante. Giocare con la carta mi aveva portato a non vedere più il denaro ed a perdere completamente il controllo su di esso giocando somme mensili 10 volte superiori allo stipendio che guadagnavo. Mia moglie, preoccupata, nervosa, scocciata delle mie lunghe assenze inizio’ la sua fase di codipendenza del mio gioco. A causa dei lunghi ritardi veniva all’ora di cena ogni sera a cercarmi in ogni luogo,.Per questo motivo litigavamo sempre.. Lei si lamentava di essere sempre sola e di aver sposato un fantasma. ; la famiglia era sull’orlo di una crisi. Lei era disperata. Io ero disperato, all’ultimo stadio ma non mi confidavo con nessuno e neppure cercavo aiuto. Non dormivo la notte per i debiti, per i problemi familiari; pensavo alle mie giocate non sapevo come poter continuare senza farmi accorgere. Neppure la crisi familiare mi fermò, il gioco era troppo forte nella mia testa tanto che un giorno decisi di farmi un prestito decennale per pagare tutti i prestiti precedenti ed avere una somma per continuare a giocare. La notte seguente mi venne un attacco nervoso nel sonno ed il mio cervello andando in tilt ripeteva 1 x x 2 senza senso. Fui ricoverato in ospedale e mia moglie nella tasca del giubbotto scopri’ il famoso assegno decennale, di tanti milioni .Ella , all’oscuro di tutto, ebbe una doccia ghiacciata, e non volle più parlarmi per alcuni mesi, mi cacciò di casa ed ando’ dall’avvocato chiedendo la separazione per colpa. Tornai a vivere con i miei genitori per alcuni mesi. Mi accolsero nella loro umile casa. A causa del gioco avevo perso tutto, moglie, figlia,casa, dignità, mi vergognavo di me. Piangevo tutte le sere, non vedevo più mia figlia, mia moglie non mi parlava. Imploravo mio padre settantenne, pensionato di aiutarmi e di trovare per me una soluzione per salvare la mia famiglia. Lui andò a piangere dal direttore di banca per ottenere un prestito per pagarmi i debiti. . Ma niente la sua età non gli consentiva di ottenere quel prestito. Ed io pregavo tutte le sere, andavo in chiesa, aspettavo un miracolo. Dopo tanti giorni mio padre ricevette una telefonata da Milano, la sede centrale della banca che aveva esaminato la sua pratica aveva acconsentito di fargli il prestito, pero’ da estinguere in cinque anni anzichè in dieci. Quindi mio padre doveva pagare metà della sua pensione per molti anni per estinguere i debiti che io avevo contratto ed ancora oggi sta pagando bquesti debiti. Per mezzo dei miei genitori e grazie al loro sacrificio riuscii a saldare tutti i miei debiti ed a comunicare all’avvocato di mia moglie questa bella notizia. Dopo 4 mesi di separazione facemmo la riappacificazione ufficiale e lei seppur paurosa e sfiduciata ritirò la pratica di divorzio .Andai in cura da uno psicologo che decise di far partecipare alle sedute anche mia moglie. V edemmo dei miglioramenti ma lo psicologo commise un errore grossolano, non conoscendo la natura del gioco compulsivo, quando disse a noi che la coppia stava meglio che io ero più responsabile e che potevo iniziare a gestire lo stipendio. Il risultato fu che dopo un pò nonostante il grande sacrificio di mio padre e la bontà di mia moglie di darmi un altra possibilità, ripresi a giocare di nascosto piccole somme sottratte allo stipendio, senza farmene accorgermene, ma alla lenza per quanto sottile possa essere può abboccare un pesciolino o una grande cernia. E così un giorno che mi arrabbiai di brutto con mia moglie per una motivazione futile pensando di fare un torto a lei e non a me, presi 200 euro e me ne andai a giocare .. Non era importante il modo di giocare, ma io dovevo spendere quelle 200 euro era il mio dispetto verso di lei, Incolpai mia moglie per quella ricaduta . Quella sera cambiai il denaro in monete da 1 euro e iniziai a inserirle d in una macchinetta .Persi il controllo e non mi fermai piu’. Ma il Signore fortunatamente è circondato di Angeli che vegliano sulla terra e ci proteggono. Il potere superiore dapprima attraverso mia moglie, aveva cercato di salvarmi; ma non è bastato dopo lo ha fatto tramite mio padre e neanche questo è bastato .ed in ultimo quella sera si e’ servito di mia figlia Isabella. Quando stavo inserendo quelle monete come un robot nella macchinetta di colpo, all’improvviso come per miracolo apparve alle mie spalle mia figlia con il ragazzo. Mia figlia minorenne non ha mai giocato non conosceva neanche lontamente le Agenzie ma il Potere Superiore l’aveva mandata per salvarmi.. Mia figlia scoppiò a piangere a dirotto. Quello e’ stato il giorno più brutto della mia vita,..Tornato a casa ebbi un turbolento litigio con mia moglie a causa di quella ricaduta . e lei mi costrinse a tornare a frequentare lo psicologo., minacciandomi di lasciarmi nuovamente. Io ho ricominciato a frequentare lo psicologo ma stavolta capivo che non riusciva a trasmettermi niente. perche’ ero dipendente dal gioco compulsivo . Durante una seduta il medico mi racconto che esisteva un associazione di Giocatori Anonimi. Mi disse che se volevo potevo mettermi in contatto con uno di loro. Decisi di seguire il consiglio del medico e contattai l’associazione .Ero emozionatissimo finalmente incontravo una persona che aveva il mio stesso problema. Gli raccontai tutto. Lui mi ascoltò pazientemente e poi mi chiese: tu cosa vuoi dall’associazione? Perchè mi racconti tutto questo ? Io finalmente gli risposi :IO VOGLIO AIUTO , non voglio essere piu’ solo... Da quel giorno non fui più solo, uno dieci venti fratelli come me hanno aperto il loro cuore e mi hanno dato prima speranza, e dopo certezza che la condivisione è alla base del programma di recupero di G.A . Mi sono nutrito, abbeverato ed entusiasmato della vita dell’associazione e dei dodici passi ed ho scoperto che nella scala dei valori di ciò che mi fa andare avanti ci sono molte cose che io avevo già, ma non lo sapevo, mia moglie, mia figlia, i miei genitori, gli affetti, l’autostima, la volontà di cambiare rotta verso un isola di pace e di tranquillità. Grazie alle vostre testimonianze ed alle condivisioni ho capito che G.A. e’ un associazione che ci lega gli uni agli altri come una grande famiglia. Oggi sono commosso perchè è il primo giorno tutto per me, perchè io valgo come valete voi e vi ringrazio tantissimo per l’affetto e la stima che mi state dando, consapevole che oggi e’ un nuovo giorno della mia seconda vita che senza GA sarebbe finita. In associazione ho imparato ad ammettere che ho una malattia da cui non si può guarire ma si può tenere sotto controllo e quindi dovevo curarmi seguendo regole ben precise, svuotarmi completamente, essere sincero, onesto, non portare soldi in tasca, non avere riserve, combattere la noia, la pigrizia, avere un’apertura mentale, essere in pace prima con me stesso e poi con tutti, affidarmi al mio Potere Superiore. Sto imparando a guardarmi dentro e ci sono tanti difetti ancora da correggere, per questo il mio percorso in GA è ancora lungo ma io vivo un giorno alla volta e questo momento lo voglio ricordare per sempre, vi ringrazio di condividere con me questa mia grande gioia perchè io posso gridare
OGGI NON SONO PIU’ SOLO. TARANTO 25 APRILE 2009 Silvio giocatore compulsivo | |
|
| ||