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Testimonianza di Leo

Salve sono Leo giocatore compulsivo e faccio parte di Giocatori Anonimi di Taranto.

 

Ho giocato per nove o dieci anni, non di più, ma sono bastati quei pochi anni per rovinarmi la vita, per stravolgere tutte quelle che erano le mie certezze io che ero sempre stato una persona responsabile, con mille interessi …. di colpo ho conosciuto il gioco. 

Avevo  47 anni quando sono andato in pensione  con dei  benefici di Legge fino allora non sapevo cosa fosse il gioco, e non sapevo neanche giocare a carte, ed era arrivato il momento insieme alla mia famiglia di raccogliere i frutti di tutti i nostri sacrifici. Inoltre ero amato e stimato da tutti.

Ho iniziato a giocare per ozio, per passatempo, per divertimento, poi il gioco si è trasformato In ossessione, delirio. 

Iniziai ha praticare un bar dove si giocava a carte, e li stando dietro le persone che giocavano, ho imparato a giocare il tre sette. Vicino a me a circa tre metri c’erano dei videopoker  e vedevo che si vinceva facilmente volli provare pure misi £1000  ed in appena 5 minuti ne vinsi £ 250.000 non li avessi mai vinti.

Ricordo che inizialmente, anche se perdevo diecimila lire o dieci euro, tra me e me pensavo che in fondo mi ero divertito tanto avevo la sicurezza che potevo smettere quando volevo.

Invece non mi rendevo conto che tutta la mia vita era diventata ormai condizionata dal gioco e mi stavo rovinando finanziariamente. “Da domani non gioco più” avrò detto migliaia di volte ma il giorno dopo ero sempre a giocare.

Così ho incominciato a trascurare la famiglia: non volevo e non vedevo i suoi bisogni, ero diventato come un burattino comandato dal gioco, un bugiardo, insomma ero un attore. Inventavo cose che in altri tempi non avrei mai fatti, come la mia auto avesse sempre bisogno di un meccanico o un gommista, o che mi servivano dei soldi per dei piccoli incidenti che non valeva la pena fare una denuncia all’assicurazione o le multe, ed erano tutte  falsità per giocare. Sono andato anche a lavorare in nero per i debiti, però in quel periodo di circa un anno non ho giocato, forse perché mi sacrificavo e avevo capito i valori dei soldi o perché mi alzavo la notte alle due bestemmiando per andare a lavorare. Poi dopo quel periodo rincominciai a giocare di nuovo peggio di prima e a fare altri danni.   

Con mia moglie e i miei figli non c’era più dialogo: era entrato il malessere in famiglia ed era tutta  colpa mia, il malessere ero io. Sono trascorsi diversi anni e i debiti aumentavano, rincorrevo le perdite e man mano le mie risorse si prosciugavano. Ero ormai in caduta libera …così mi sono rivolto alle banche e dopo alle finanziarie . Gli estratti conti in casa non arrivavano mai: ero io che li prendevo dalla buca della posta. Ormai sentivo che ero alla fine e ne ebbi la certezza quando mia moglie mi comunicò di volersi separare, e aveva tutte le ragioni di farlo provai una profonda vergogna tanto che pensai che forse avrei fatto meglio a mollare tutto e sparire per andare lontano in un’altra città , dove nessuno mi avrebbe riconosciuto ed ero sicuro che prima o poi avrei fatto la fine di un barbone, o mi sarei suicidato.

Ecco come il gioco mi aveva distrutto, avevo perso la stima di me stesso. L’ amore che io avevo dentro di me era sparito, come era sparita la mia dignità e la mia serenità. Un giorno mia moglie nella  disperazione nel vedermi in quello stato mi disse  che da solo non ce l’avrei mai fatta a smettere di giocare perché la mia era diventata una dipendenza una malattia e che se avessi voluto lei avrebbe fatto di tutto per aiutarmi. Accettai perché era l’unica possibilità che mi veniva offerta.

In aiuto mi venne una persona che aveva avuto problemi di alcool difatti è un ex alcolista: che mi dette l’indirizzo di Giocatori Anonimi.

Andai alla mia prima riunione, era il 13 luglio 2006… e da allora non ho più giocato.

Oggi  grazie all’aiuto che ho ricevuto frequentando l’Associazione Giocatori Anonimi  e, ai membri che ne fanno parte, con i quali condivido il mio percorso,  sto imparando a tenere sotto controllo la mia malattia giorno per giorno.

Sono 32 mesi che il gioco non fa più parte della mia vita,  grazie a me stesso, e a Giocatori Anonimi ed al suo programma di recupero, tutte le mattine mi dico “ buongiorno Leo solo per oggi non devo giocare “, ho cominciato nei primi mesi del mio recupero a studiarmi e indagarmi nel mio profondo dell’anima e vedere i lati positivi e negativi del mio carattere, li ho trovato un Leo che non conoscevo ( Egoista , Prepotente, Irascibile, Rissoso, Presuntuoso, Vendicativo, Intollerante al massimo e molto Arrogante e Collerico che io nascondevo dicendo nervosismo ) ebbene è su questi lati completamente negativi che io sto lavorando molto.  

Oggi devo ringraziare di essere un G.A perché è grazie all’associazione che la mia vita è cambiata. Ho ripreso dopo molto tempo i rapporti familiari con fratelli e sorella, con mia moglie riusciamo a dialogare. Ho quattro figlie due sposate e due nubili e una nipotina di appena 20 mesi. Il matrimonio della  prima figlia, non l’ho vissuto veramente perché ero nel pieno della dipendenza del gioco. Le sensazioni ed emozioni che un padre che porta all’altare una figlia prova io non le ricordo perché ero presente fisicamente, ma non mentalmente. Quando si è sposata la seconda, ero in recupero, ho avuto il piacere di sentirmi padre.

Questo lo devo grazie G.A.

Oggi la mia vita la scopro ogni momento più bella, più ricca di valori, come la stima di me stesso, l’amore e la voglia di vivere.  E’ fantastico  alzarsi la mattina e guardarsi allo specchio e darsi il buongiorno e dire oggi sono un uomo!

Serene 24 ore

24 marzo 2009

Leo G.A. Taranto

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